Festival della Fotografia europea

Festival della Fotografia Europea: la Rimini degli anni ’90 in mostra

Sono tanti ad aver raccontato Rimini, la città delle vacanze.
Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Pier Vittorio Tondelli, Federico Fellini: hanno tutti raccontanto a modo loro la città di Rimini, il mare, gli hotel, l’ambiente, la cui immagine viene rilanciata anche dalle “commediole” anni 80 che la fanno diventare per tutti il clichè della vacanza italiana.
Tutta la sua magia viene svelata al pubblico attraverso una mostra dell’edizione 2016 del festival internazionale “Fotografia Europea” che si terrà a Reggio Emilia.
Il festival nasce nel 2006 con l’intento di utilizzare la fotografia per riflettere sulle complessità della contemporaneità, e in questa mostra ci saranno scatti di vita quotidiana di Rimini e Riviera negli anni compresi tra 1985 e 1999.

Festival della fotografia europea

Pasquale Bove, Animali+Allevatori, Italia, Rimini e dintorni, anni ’80 – 2000

Le foto raccontano in modo perfetto l’allegria caciarona delle estate, le discoteche, i vip e la spiaggia, e la tristezza del mare d’inverno quando tutti i turisti tornano nelle loro città.
In programma fino al 10 luglio e dal titolo “Italy & Italy”, la mostra è un progetto che nasce dall’incontro tra un fotografo di cronaca Pasquale Bove, e un’autore selezionato dal premio “World Press Photo” nel 2010, nonché cofondatore e curatore di Censura, Luca Santese.
È stato proprio quest’ultimo a scegliere le 500 immagini, scattate tra l’85 e il ’99, che fanno parte della mostra dall’archivio di Bove, che contiene più di 200.000 fotografie.
Santese ha scelto le foto seguendo una linea di editing ben precisa, cardine di tutta la rassegna, e in modo particolare, come viene spiegato nella presentazione, il percorso si dipana dalla presa di coscienza che oggi non esiste ancora l’iconografia definita degli anni ’90.

“Questi anni sono infatti caratterizzati da un paradosso: la nostra coscienza li percepisce come prossimi, ma questo vissuto si rovescia nel momento in cui si entra effettivamente in contatto con immagini o materiale video dell’epoca”

Il racconto di queste immagini si snoda in un intreccio di frammenti di vita quotidiana e mondana riminese, archetipo di un Italia che fu, portando con sé sentimenti, stati d’animo e ricordi.
Mostra una Rimini divenuta laboratorio di nuove tendenze e frullatore di quotidianità, definibile in conclusione con il termine inventato dall’Amministrazione Comunale della città: “Rimining”

Beatrice Dari

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