Strage di Bologna anniversario: anche Rimini ricorda la tragedia

Strage di Bologna anniversario: anche Rimini ricorda la tragedia

Tutta Italia ha ricordato oggi la terribile strage di Bologna.

La strage di Bologna: storia

36 anni fa alla Stazione Centrale di Bologna, 85 persone perdevano la vita a causa dell’esplosione di una bomba.

Il 2 Agosto 1980, Bologna si è ritrovata in ginocchio, ma la popolazione ha dato sin da subito grande esempio di forza d’animo e voglia di vivere e ricominciare.

Subito dopo l’esplosione, infatti, volontari, pompieri, forze dell’ordine, accorrono subito in soccorso di chi ha bisogno, meritando successivamente la Medaglia D’Oro al Valore Civile.

L’orologio della facciata ovest della stazione, diventerà negli anni successivi, come lo è tutt’oggi, il simbolo di questa grande strage: Le sue lancette si fermeranno alle 10.25, orario in cui la vita di quelle persone cambiò per sempre.

Il 6 Agosto si tennero i funerali per le vittime a cui parteciparono persone provenienti da tutta la penisola, perché quel giorno di 36 anni fa non fu colpita solo Bologna, ma tutta l’Italia venne messa in ginocchio da un’attentato che ancora oggi nasconde qualche incertezza.

Anche Rimini si ferma

Il Gonfalone della Città di Rimini, accompagnato dall’assessore Mattia Morolli e dagli agenti della Polizia municipale, è stato presente alla cerimonia commemorativa dell’anniversario della Strage alla stazione di Bologna.

Il Vicesindaco Lisi nel suo intervento ha dichiarato:

Trentasei anni dopo per ricordare la più devastante, vigliacca, dolorosa ferita nella storia di questo Paese. Trentasei anni dopo, con un dubbio: quanto della strage di Bologna è conosciuto da chi, oggi, ha vent’anni? A volte abbiamo l’impressione di trovarci davanti a un’Italia senza memoria. Non frutto di una rimozione per motivi ideologici ma, peggio, culturali. In quest’ultimo quarto di secolo abbiamo assistito a una regressione della civiltà e dell’impegno individuali. Ma il valore di momenti come quello di oggi si misura con il metro del presente e del futuro. E siamo fermamente convinti che finché ogni 2 agosto saremo qui a ricordare, questa nostra democrazia vivrà. Per questo continuando ad esserci vorremmo che molti altri ci siano.

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